Pertosse: cos’è e come curarla

La pertosse è una malattia provocata da un batterio di nome “Bordetella Pertussis”. Questo batterio risulta essere altamente contagioso, infatti il ​​contagio avviene tramite le goccioline di saliva volanti, i cosiddetti droplet.

È una malattia che colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni d’età, e seppur sia diffusa a livello globale, la sua diffusione è diventata piuttosto rara, grazie alla vaccinazione che viene fatta entro il terzo mese di vita del neonato. Infatti i paesi in cui si registrano i casi di pertosse, sono nel 90% dei casi quelli dove il vaccino non è ancora obbligatorio. In queste zone, la pertosse è spesso causa di morte infantile.

Quali sono i sintomi della pertosse?

Il batterio può anche essere asintomatico senza particolari segni, in altri casi provoca una forte tosse persistente che dura per oltre tre settimane. Inizialmente si manifesta con tosse leggera e abbondante rinorrea, associata a qualche linea di febbre. Questa fase viene detta “catarrale” e dura da una a due settimane.

Successivamente la tosse diventa continua ad eccessiva, ed è associata a vere e proprie crisi respiratorie, questa fase viene definitivamente “parossistica”. Se nel giro di due mesi non si provvede ad eseguire un’accurata terapia antibiotica, il soggetto colpito può andare incontro a ciosi ed apnee, fino ad arrivare all’insufficienza respiratoria.

Nei bambini piccoli, il fisico viene molto debilitato da questa malattia, e sono tipiche le sovrainfezioni quali otiti, bronchiti, polmoniti e, nel peggiore dei casi, a convulsioni ed encefaliti. A causa dello sforzo e dell’aumento della pressione durante il colpo di tosse, ci possono essere anche delle emorragie sottocongiuntivali ed epistassi. Sotto l’anno d’età, la mortalità diventa molto elevata.

Il tempo di incubazione del batterio della pertosse, è di circa dieci giorni. In questi dieci giorni, la persona è già contagiosa seppur asintomatica.

Come si fa la diagnosi di pertosse?

La diagnosi viene fatta da un medico professionista. Sarà necessario eseguire un tampone naso faringeo per la ricerca specifica del batterio Bordetella Pertussis, l’analisi in PCR e la ricerca sierologia ematica. I tamponi risultano positivi nell’80-90% dei casi nella fase catarrale e parossistica precoce. È necessario allertare preventivamente il laboratorio che effettuerà l’analisi in quanto sono necessari dei terreni di coltura non sempre disponibili nell’immediato.

È possibile eseguire anche una ricerca di anticorpi sulle secrezioni nasali, ma non essendo altamente sensibili, il risultato non sarà preciso, con il rischio di falsi negativi. Il risultato più accurato ed attendibile sarà quello della PCR su campioni nasofaringei.

Come si cura la pertosse?

La pertosse, essendo come accennato in precedenza, provocata da un batterio, si deve curare attraverso l’utilizzo di antibiotici. Nei casi più gravi viene anche associato l’uso del cortisone per sfiammare in maniera forte, nonché sedativi per la tosse.

Ovviamente sarà il medico a decidere il tipo di terapia e la posologia, tuttavia i farmaci maggiormente utilizzati sono:

  • Claritromicina: questo antibiotico appartiene alla classe dei macrolidi, e viene prescritto ai bambini da uno ai cinque mesi di vita. Il trattamento deve essere proseguito per una settimana.
  • Eritromicina: anch’esso appartenente alla classe dei macrolidi, non deve essere somministrato sotto il primo mese di vita. Va assunto per quattordici giorni.
  • Paracetamolo: antidolorifico ed antipiretico, risulta essenziale per abbassare la febbre. Può essere assunto ogni otto ore salvo diversa indicazione.
  • Ibuprofene: antinfiammatorio, antidolorifico con anche capacità antipiretiche. Va assunto ogni sei ore.
  • Acido acetilsalicilico: si può assumere ogni 4 ore facendo attenzione a non superare il dosaggio massimo. È antinfiammatorio ed abbassa anche la febbre.
  • Destrometorfano: è il tipico sciroppo per la tosse, ma lo si può trovare anche sotto forma di compresse.
  • Codeina: è un sedativo per la tosse sotto forma di gocce.

Con una corretta e tempestiva terapia, la pertosse può essere curata al 100%.

Il vaccino è obbligatorio?

Il vaccino nei bambini, è obbligatorio dal 2017. Viene somministrato in maniera combinata con l’anti morbillo, anti tetanica, anti epatite B ed anti difterite, anti poliomelite ed anti-Haemophilus Influenzae tipo b, il cosiddetto vaccino esavalente. Va somministrato in tre dosi distanziate l’una dall’altra dal almeno uno o due mesi.

Nonostante sia obbligatorio dal 2017, anche i nati dopo il 2001 sono obbligati a sottoporsi alla vaccinazione. Gli unici esonerati sono quelli immunizzati per via naturale perché stati soggetti alla malattia.

Autore dell'articolo: Eleonora