Quando si scopre che cos’è l’anatocismo significa che per l’imprenditore il debito aziendale ha le ore contate. La definizione di anatocismo riguarda in pratica l’addebito degli interessi calcolati sugli interessi. Ciò si manifesta quando la banca addebita una capitalizzazione nel tempo, di interessi che si applicano non solo sulla quota capitale, ma sulla quota capitale sommata a una quota di interessi che già erano stati generati e addebitati nei periodi precedenti.
Analisi dei fidi prima di chiudere
Quando un’impresa o un commerciante chiede un affidamento presso un istituto di credito, ad esempio per un valore di 100.000 Euro, ipotizzando che da contratto la quota interessi sia del 5%, gli verranno inizialmente addebitati 5.000 Euro sui 100.000 ricevuti come fido. Fino a qui non vi è nessun tipo di illecito, poiché l’applicazione degli interessi è consona alle clausole sottoscritte dal cliente. Il problema che richiede l’intervento di un professionista come Giuseppe Di Domenico, si manifesta quando dopo il primo trimestre vengono calcolati gli interessi di competenza del secondo trimestre con una aggiunta di una quota illecita addebitata sul conto. Come sarà quindi il calcolo del terzo trimestre? Sarà composto dalla quota capitale, dalla quota interessi del 1° trimestre, del 2° trimestre e del 3° trimestre (pari a 15.000 Euro), con l’aggiunta della capitalizzazione della parte di anatocismo applicato sul fido dell’imprenditore.
Capitalizzando queste quote nell’arco temporale di 10 anni, ad esempio, potrebbe succedere che gli interessi anatocistici illeciti portino l’impresa al collasso. Questo esborso non dovuto, e poche volte denunciato, porta con sé gravi conseguenze come il fallimento, o il ricorso ad un’usura ancora più stringente.
Capire l’anatocismo per risanare l’azienda
L’anatocismo bancario è un meccanismo applicato ad esempio in un rapporto di conto corrente con affidamento, degli interessi che generano altri interessi. Per potere valutare e provare questa anomalia dei contratti bancari è necessario affidarsi ad un professionista, in grado di collocare nel tempo l’apertura del fido, se occorsa dopo la delibera del CICR nel 2000.
Con l’ausilio di una figura competente in materia di diritto bancario e economia finanziaria è possibile risanare un’azienda, e richiedere la restituzione degli interessi che sono stati calcolati indebitamente. Nei contratti sottoscritti con la banca prima del 2000 il tasso di interesse passivo veniva applicato trimestralmente, mentre la periodicità di quello attivo calcolata annualmente. Il cliente si trovava quindi sempre in una condizione sfavorevole rispetto all’istituto di credito.
Il legislatore dopo la delibera CICR del 2000 ha apportato delle modifiche, motivo per cui ogni caso di contestazione deve essere analizzato singolarmente con parametri che solo un professionista aggiornato sa applicare. Nel 2016 è stata introdotta la legittimità dell’anatocismo bancario, salvo casi specifici nei quali si richiama la delega dell’articolo 1283 del Codice Civile. La nuova normativa consente l’anatocismo mediante accettazione espressa e sottoscrizione della clausola.
Comunque se l’anatocismo bancario resta un illecito civile, punito dal Codice Civile, l’usura rappresenta un illecito penale, sanzionata dal Codice Penale all’articolo 644. Si configurano illeciti nei mutui, nei leasing, nei finanziamenti e nei conti correnti con fido. Quando il tasso applicato dalla banca supera il tasso soglia deciso trimestralmente dalla Banca d’Italia, è necessario segnalare l’abuso e farsi seguire da un analista di fidi aziendali.
Cause di contestazione
Si può richiedere la nullità del contratto stipulato con la banca, secondo l’articolo 1815, e il sottoscrittore non è tenuto al pagamento degli interessi. Il professionista di settore condurrà l’imprenditore in un percorso di restituzione delle somme da parte dell’istituto di credito. Tale processo di analisi e di revisione eviterà di chiudere l’azienda, e di limitare i danni economici che potrebbero ledere anche i beni della famiglia del manager.
Se il prestito è stato estinto bisognerà tenere presente la data dell’ultima rata pagata, per calcolare i termini di prescrizione della causa di contestazione messa in atto dall’imprenditore. Siccome la prescrizione è decennale, se l’ultima rata è stata pagata nel 2013, si avrà tempo fino al 2023 per promuovere azioni legali contro la banca.
Se un mutuo fosse ancora in essere in presenza di rate pagate in ritardo, e si rilevasse un illecito da anatocismo, si potrebbe richiedere la restituzione dell’importo per compensazione. Tutte le richieste di azione legale dovranno naturalmente essere presentate da un avvocato competente in materia di diffide stragiudiziali, istanze di mediazione, procedure dinanzi ad un giudice competente. La banca spesso si tutela con la cosiddetta clausola di salvaguardia, riferendosi sempre al meccanismo del calcolo degli interessi.