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Come diventare Gestalt Counselor: il percorso formativo passo dopo passo

gestalt counseling

Diventare Gestalt Counselor significa intraprendere un percorso che coniuga crescita personale, formazione relazionale e competenza professionale. Si tratta di una figura sempre più riconosciuta all’interno delle professioni d’aiuto, capace di accompagnare individui e gruppi in momenti di difficoltà, cambiamento o crisi evolutive, senza entrare nell’ambito terapeutico.

In questo articolo approfondiamo in modo dettagliato come si diventa Gestalt Counselor, quali sono le tappe previste dal percorso, i requisiti richiesti e le competenze fondamentali da acquisire.

Chi è il Gestalt Counselor e cosa fa

Il Gestalt Counselor è un professionista della relazione d’aiuto che lavora con persone in condizioni di disagio temporaneo, difficoltà relazionali o momenti di transizione personale. La sua attività non è di tipo clinico o sanitario: non si occupa di diagnosi o trattamento di disturbi psicologici, ma lavora per favorire consapevolezza, responsabilità e autonomia.

L’approccio gestaltico si basa sulla presenza nel “qui e ora”, sull’attenzione ai vissuti corporei ed emotivi e sulla qualità del contatto relazionale. Il counselor utilizza tecniche esperienziali, corporee, artistiche e dialogiche per stimolare nel cliente un processo attivo di esplorazione e cambiamento.

Requisiti di accesso: serve una laurea?

Per intraprendere un percorso di formazione in counseling non è richiesta una laurea specifica. L’accesso è solitamente aperto a chi possiede almeno un diploma di scuola secondaria superiore. La formazione si rivolge sia a chi intende avviare una nuova professione, sia a coloro che desiderano integrare competenze relazionali nel proprio ambito lavorativo (insegnamento, educazione, sanità, risorse umane, arte, formazione…).

La professione di counselor è regolata in Italia dalla Legge n. 4/2013, che disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi. È possibile esercitare la professione una volta ottenuto un diploma da una scuola riconosciuta e iscrivendosi a un’associazione professionale di categoria.

Il percorso triennale: struttura e contenuti

Per diventare Gestalt Counselor è necessario frequentare un corso triennale di formazione specifica. Il programma prevede una combinazione di teoria, pratica e lavoro su di sé, con un numero minimo di ore distribuite su tre anni.

I principali elementi del percorso includono:

Alla fine del triennio, è previsto un esame finale, con valutazione teorica, pratica e presentazione di un elaborato conclusivo.

Durata e carico orario

La durata complessiva della formazione si sviluppa su tre anni, con un impegno medio di 450-600 ore di formazione frontale. A queste si aggiungono:

La frequenza è generalmente organizzata in seminari mensili o bimestrali, della durata di uno o due giorni consecutivi.

Certificazioni e riconoscimenti

Completato il percorso, si ottiene un diploma in counseling riconosciuto da un’associazione professionale di categoria. Queste associazioni garantiscono il rispetto del codice etico, offrono aggiornamenti formativi, attività di supervisione permanente e inserimento in un registro nazionale di counselor professionisti.

È importante verificare che il percorso formativo sia conforme ai criteri stabiliti dalle principali associazioni italiane, come ad esempio:

Dopo il diploma: sbocchi e ambiti applicativi

Una volta completata la formazione, il Gestalt Counselor può esercitare in contesti diversi:

Il counseling può essere un’attività esclusiva o integrata a una professione preesistente. Il valore aggiunto dell’approccio gestaltico è la possibilità di lavorare con la persona nella sua globalità, sviluppando ascolto, contatto autentico e consapevolezza relazionale.

Un cammino verso nuove possibilità

Diventare Gestalt Counselor non significa solo apprendere tecniche o costruire una carriera: è un processo trasformativo che coinvolge mente, corpo ed emozioni. La formazione diventa un’occasione per conoscere sé stessi più in profondità, sviluppare fiducia nella relazione con l’altro e imparare a sostenere l’altro con rispetto, presenza e responsabilità.

Si tratta di un percorso impegnativo, ma ricco di senso, che può aprire spazi nuovi nella vita personale e professionale. Un cammino che inizia da dentro e si estende verso l’incontro con l’altro.

 

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