La gravidanza standard in generale presenta una durata pari a 9 mesi e dieci giorni di gestazione, comprese in circa 40 settimane dal momento dell’apprendimento dello stato interessante e dei relativi controlli diagnostici. Generalmente però si tende a rapportare il periodo della gravidanza ristretto a 9 mesi soltanto, mentre ogni caso di gestazione presenta tempistiche differenti a seconda dei casi.
Le gravidanze possono essere inserite all’interno della divisione di gruppi specifici partendo dalle tempistiche standard, dai parti prematuri e da quelli oltre il termine previsto. La gestazione normale prevede un tempo pari a 280 giorni dal momento della comparsa dell’ultima mestruazione al parto.
Ma come si calcolano esattamente le settimane di gravidanza e la data ipotetica del parto? Attraverso questo articolo specifico cercheremo di addentrarci all’interno dell’argomento, capendo quante settimane di gestazione occorrono per una gravidanza normale, valutando ampiamente tutti i diversi casi e i metodi di conteggio dell’età gestazionale riferita anche alla data presunta del parto.
Data presunta del parto: come calcolarla?
La data presunta del parto viene tradizionalmente calcolata sulla base dell’ultimo giorno del ciclo mestruale precedente alla fecondazione, mentre rilevare la data esatta del concepimento risulta invece pressoché impossibile. A tal proposito si tende quindi ad effettuare un calcolo approssimativo sia delle settimane di gestazione, sia in riferimento alla data prevista per il momento del parto.
L’unità di misura della gestazione si conta in settimane, circa quaranta per le gravidanze standard, comprese in date previste per il parto tra la trentasettesima e la quarantunesima settimana di gestazione. Le gravidanze a tempistiche superiori o inferiori a questo lasso di tempo vengono invece definite gravidanze post-termine, e oltre il termine previsto per le quali si renderanno necessari tutti gli interventi medici del caso al fine di evitare rischi di mortalità per il nascituro, compresi i ritardi degli sviluppi degli organi e le patologie annesse.
Per calcolare le settimane di gestazione si potrà prendere in riferimento la data dell’ultimo ciclo mestruale andando a sommare i giorni conseguenti, contando sia settimane che il numero dei giorni trascorsi sino alla quarantesima. La data presunta del parto, come sottolineato in precedenza, rappresenta un termine del tutto ipotetico e quasi mai rispettato dal nascituro al momento del parto. Il parto a termine standard avviene generalmente entro le due settimane precedenti alla data prevista, per un massimo di due settimane in seguito. Il calcolo di tale periodo risulta maggiormente ipotizzabile nelle donne con un ciclo mestruale piuttosto regolare, rispetto alle donne con un flusso incostante.
L’età gestazionale potrà inoltre essere calcolata in presenza delle ecografie necessarie, servendosi di alcuni parametri vitali riferiti al feto stesso, mentre l’età del feto viene indicata attraverso il conteggio delle settimane, partendo dalla zero, più i giorni effettivi. Le prime due settimane non vengono generalmente conteggiate poiché la donna non risulta incinta ma ancora in fase di impianto, evidenziando una durata per l’ovulazione e la fecondazione compresa in quindici giorni. Per tale motivo la maggior parte delle gestanti scopre di essere incinta verso la quarta settimana di gravidanza, al momento dell’entrata nella fase della quinta.